Un’indagine mirata ha consentito ai carabinieri di Novi Ligure di arrestare un indiziato, per il reato di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi. L’uomo è un pregiudicato di 40 anni, di origini pugliesi, residente, anche se non stabilmente, a Serravalle Scrivia. L’attività d’indagine, svolta nell’immediatezza dei fatti, ha portato all’identificazione del responsabile dell’esplosione di colpi di arma da fuoco indirizzati ad cittadino albanese di 44 anni, che stava uscendo da una sala slot nei pressi di Via Rattazzi a Novi Ligure

Le indagini, non sono state semplici, anche perché la vittima, inizialmente, non aveva fornito elementi utili all’immediata identificazione del suo aggressore, sia per le precarie condizioni fisiche in cui versava, sia perché non ne conosceva le reali generalità, limitandosi ad indicare ai militari un nome con il quale lo stesso si faceva chiamare. Qualche giorno dopo la vittima ha riferito agli inquirenti di non riuscire a fornire una spiegazione per la reazione del 40enne. Si pensa ad un debito di qualche migliaio di euro, che sarebbe maturato negli ambienti delle sale scommesse, dove i due si ritrovavano spesso, dopo essersi conosciuti qualche tempo fa in carcere.

Le indagini, svolte su più fronti, successivamente hanno consentito di stringere il cerchio su un sospettato,  e hanno consentito di identificare in poco tempo il responsabile del fatto che, nel frattempo si era dato alla fuga. La ricostruzione del ferimento è avvenuta, partendo dall’analisi degli elementi raccolti durante il sopralluogo, compresi i bossoli. Questo ha permesso di rinvenire i bossoli e un proiettile intero, dal calibro 7.65. I colpi esplosi, a distanza ravvicinata in direzione della vittima, sono stati tre: uno in direzione del torace, che ha colpito di striscio l’uomo, un secondo che ha colpito il femore della gamba sinistra, cagionandone la frattura, e un terzo in direzione del capo non andato a segno. Forse dovuto ad un malfunzionamento, il motivo del rinvenimento del quarto proiettile intero. Il quadro ha fatto pertanto pensare sin da subito a una chiara volontà di cagionare la morte della vittima. Infatti, solo la lettura di una serie di circostanze fortuite suggerisce come l’azione avrebbe potuto portare alla più tragica delle conseguenze: non solo il numero e la direzione dei colpi esplosi, non andati a segno anche per la pronta reazione della vittima, che inizialmente aveva provato a fuggire, ma anche il punto del femore colpito, che per pochissimo non è stato quello dell’arteria femorale. In tal caso sarebbero stati sufficienti pochi minuti perché sopraggiungesse il decesso. Infine anche la presenza di passanti che, avendo assistito alla scena, hanno tentato di dissuadere l’uomo, il quale, dopo l’esplosione dei colpi, aveva continuato a infierire sull’uomo, a terra, con ripetuti colpi al capo.  Le numerose testimonianze, hanno consentito di individuare l’auto, un’utilitaria, il colore e il numero parziale della targa.

Anche le telecamere hanno consentito ai carabinieri di ricostruire la direzione dell’auto del fuggiasco, accertando che da Novi Ligure e percorrendo la Strada Monterotondo, l’uomo avesse fatto ingresso a Serravalle Scrivia, da dove tuttavia, si è poco dopo reso irreperibile. Se il movente del gesto è da ricondursi a dei debiti di gioco, meno chiaro è il motivo di tanta violenza e così in pieno giorno.

Scavando nei  rapporti tra i due soggetti i carabinieri, hanno ricostruito che vittima e aggressore si sono conosciuti in carcere, si sono poi ritrovati a Novi Ligure, dove frequentavano gli stessi luoghi, tra cui alcune sale scommesse. Proprio in queste sale sarebbe maturato il debito. La richiesta, forse insistente dei soldi, aveva portato i due ad un’accesa lite, qualche giorno prima della sparatoria. La reazione, considerata spropositata ma premeditata, è stata quella di qualche giorno dopo. Il 40enne pugliese avrebbe rintracciato il 44 enne albanese a Novi Ligure, dove dagli accertamenti svolti non dimorava più stabilmente da qualche tempo, e, una volta trovato potrebbe avere deciso di colpire.

L’attività dei Carabinieri coordinati dalla Procura di Alessandria, una volta identificato il responsabile, è stata volta ad una serrata e continua ricerca sul territorio e non solo, per rintracciare l’uomo ma anche per bloccarlo se fosse rientrato. Le indagini hanno consentito di trovarlo nel tardo pomeriggio di martedì a Tortona, e solo nella nottata tra martedì e mercoledì di risalire all’esatta ubicazione dell’abitazione dove si era nascosto e dove i militari hanno effettuato per ore degli appostamenti, fino a decidere di irrompere nell’appartamento. L’uomo stava all’interno, con finestre chiuse e serrande abbassate, e non era mai uscito per provvedere ai bisogni personali. I militari lo hanno trovato con un borsello sul comodino accanto al letto dove è stata rinvenuta un’arma da fuoco, sequestrata, che sarà sottoposta agli accertamenti balistici.

Il fermo di indiziato di delitto e l’arresto in flagranza per la detenzione illegale di arma da sparo sono stati convalidati nel pomeriggio di ieri e l’uomo ora si trova in carcere ad Alessandria.

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