Ottantesimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo: gli eventi

Le principali manifestazioni nei luoghi simbolo della Resistenza nel territorio novese e tortonese.

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L’ottantesimo anniversario della Liberazione s’intreccia con i cinque giorni di lutto nazionale per la morte di Papa Francesco. La sobrietà, richiesta dall’esecutivo per le celebrazioni del 25 aprile, appare l’ennesimo pretesto per innescare polemiche rispetto a una data invisa all’estrema destra attualmente al governo, che non perde occasione. Una raccomandazione inutile, non risulta a nessuno, almeno credo, che il 25 aprile venga festeggiato con fuochi d’artificio e carnevalate varie; le celebrazioni del 25 aprile sono sempre sobrie, la Liberazione è una festa fondante di questa nostra Repubblica, il 25 aprile è la data simbolo durante la quale si ricordano i tanti partigiani e i tanti giovani soldati degli eserciti alleati che sono morti per restituire dignità a questa nostra Patria, una data che, almeno nelle intenzioni, ha scritto “pace” tra i popoli europei. Una data che piaceva a Papa Francesco, Lui che ha fatto della pace e dell’accoglienza, due dei baluardi del suo pontificato.

Come del resto l’Italia intera anche il nostro territorio è ricco di iniziative per il 25 aprile.

Foto: Massimo Sorlino

In Val Borbera, teatro di rappresaglie nazifasciste, dove i “ribelli della montagna” sono ricordati nei tanti monumenti, cippi, targhe a loro dedicate, la Liberazione si celebra in due luoghi simbolo: al Museo della Resistenza situato nel Palazzo Spinola a Rocchetta Ligure,  e alla Stele di Pertuso, eretta in memoria dei partigiani della Pinan Cichero, nel comune di Cantalupo Ligure. A Palazzo Spinola è in corso la mostra “I quadri della Memoria”, dell’artista artista Marcello Podestà, curata da Francesca Bianchi, Cavaliere della Repubblica, presidentessa dell’Associazione Culturale Bookcrossing Massa che patrocina l’evento. Francesca Bianchi segue l’artista toscano, perla rara nel mondo dell’arte, legato alla ricerca e ricostruzione degli animi tormentati dalle guerre, nei suoi percorsi che lo portano a diramare messaggi di pace a livello mondiale. La mostra sarà visitabile fino al 30 aprile, ogni venerdì e sabato dalle 15 alle 19, la domenica su appuntamento mentre il 25 aprile dalle 10 alle 1,30 e dalle 14,30 alle 18,30. Inoltre, venerdì 25 aprile, il Museo organizza, con il Coordinamento Pro Loco e Associazioni Val Borbera e Spinti, la camminata sui Sentieri della Libertà che partirà alle 9.30 dalla Stele di Pertuso; alle 12.30 pranzo al sacco, si raggiungerà Palazzo Spinola dove si potrà partecipare alla visita guidata al Museo della Resistenza. Come di consueto la commemorazione ufficiale valligiana si terrà alle 16 alla Stele della Pinan Cichero con la deposizione della corona di alloro, alla presenza dei sindaci di Cantalupo Ligure Pierluigi Debenedetti e di Novi Ligure, Rocchino Muliere. Infine mercoledì 30 aprile, si terrà la premiazione degli alunni dell’I.C. di Arquata Scrivia che hanno partecipato al Concorso “Voci dalla Resistenza” organizzato dalla sezione A.N.P.I “Pinan” val Borbera – Arquata.

A Novi Ligure proseguono gli eventi commemorativi organizzati in collaborazione con il Comitato di Novi Ligure per l’80° Anniversario della Liberazione, la sezione novese dell’Anpi, l’Isral l’Associazione Memoria della Benedicta, il Comitato Resistenza e Costituzione della Regione e la Biblioteca Civica. Il programma delle celebrazioni del 25 aprile inizia alle 8,45 in via Garibaldi con l’omaggio al monumento ai Caduti della Divisione Acqui e alle 9 in piazza XX Settembre con l’omaggio all’ultimo Caduto della liberazione di Novi Ligure, Mario P. Balustra. Alle ore 9,15 è fissato il ritrovo dei partecipanti in piazza Dellepiane e la successiva partenza del corteo, accompagnato dal Corpo Musicale “Romualdo Marenco”, che raggiungerà piazza Pascoli per gli interventi di commemorazione. Dopo la celebrazione della Messa al campo, in agenda alle 9,45, e la deposizione di una corona di alloro ai Caduti della Resistenza, i saluti del Sindaco, Rocchino Muliere, e della Presidente Anpi, Graziella Gaballo. Sono previsti interventi degli alunni degli Istituti Scolastici Amaldi e Ciampini L’orazione ufficiale sarà affidata al Senatore Daniele Borioli, Presidente dell’Associazione Memoria della Benedicta.

A Castelnuovo Scrivia il 25 aprile alle 10 nella chiesa parrocchiale la Santa Messa e a seguire al Monumento ai Caduti di Piazza Vittorio Veneto la commemorazione. Al termine il corteo si recherà al cimitero per la posa di omaggi floreali sulle tombe dei partigiani. Nel pomeriggio è prevista la partecipazione alle Celebrazioni nazionali di Milano. Il giorno successivo, sabato 26 aprile, alle 21, il  Castello ospita la presentazione del libro edito dall’Anpi di Tortona “Sacerdoti nella Resistenza”. Valentina Cairo, presidente dell’Anpi Castelnuovo – Sale, dialogherà con Giuseppe Decarlini (uno degli autori) e Gianfranco Agosti insegnante di religione. Si parlerà  di Don Pollarolo, il “regista della Resistenza”; le sue armi erano il breviario e la cinepresa, una piccola “Pathè Baby” che poteva tenere comodamente in tasca e che gli servì per filmare momenti di vita quotidiana dei partigiani, ma anche vere azioni di guerra. Don Bassi. Parroco a Gremiasco per ben 61 anni. Appena ordinato sacerdote, nella parrocchia di Castellania, conobbe un Fausto Coppi ventenne. Poi gli anni della guerra a Rondanina, nell’alto Appennino Ligure, località di scontri tra partigiani e nazisti, in cui aiutò numerosi sfollati e famiglie di origine ebrea. Per questo l’Istituto per la Memoria dei Martiri e degli Eroi dell’Olocausto proclamò monsignor Bassi «Giusto fra le nazioni». Fu inoltre insegnante elementare e pubblicò diversi libri di storia locale: «Gremiasco, storia di un paese», «La battaglia di Garbagna, 14 marzo 1945» e «Parroci, partigiani ed ebrei sui nostri monti: esempi di fraternità nelle valli Curone, Borbera e Trebbia». Don Cristiani. Dopo essere stato parroco di Viguzzolo e della chiesa di San Matteo a Tortona, arriva a Nivione. Al momento dell’armistizio dell’8 settembre 1943 è cappellano militare delle Guardie di frontiera a Cuneo, dove, alla disgregazione del suo reparto, decide di prestare aiuto ai militari dispersi e agli alpini in ritirata dalla Francia. Tornato a Nivione, nel maggio del 1944, si unisce ai partigiani garibaldini della 51ª brigata Capettini, per diventare poi cappellano della divisione Aliotta, con il nome di battaglia di don Rino. Il 25 febbraio 1945 viene arrestato dai tedeschi e portato al carcere milanese di San Vittore, dove rimane fino alla liberazione. Domenica 27 aprile partirà da piazza Vittorio Emanuele la terza edizione “In bici sui luoghi della libertà”. Il percorso prevede il transito da Alzano Scrivia con sosta all’epigrafe di Pietro Bassi e a Molino dei Torti con il racconto delle vicende che legano il paese a Giacomo Gorrini e Carlo Galante,  per arrivare al cimitero di Castelnuovo, quasi un museo a cielo aperto e successivamente a Palazzo Centurione dove saranno omaggiati i Sindaci (o i loro parenti) dal dopoguerra ad oggi.