
“Il ministero dell’Ambiente ha convocato per il prossimo martedì 3 dicembre la conferenza dei servizi per decidere anche su tutte le diverse autorizzazioni che la società 15 Più Srl ha chiesto con la procedura di Provvedimento Unico Ambientale, in attesa che, in parallelo, la commissione tecnica di nomina ministeriale esprima il fondamentale giudizio sull’impatto ambientale”. Lo annuncia il Comitato per il territorio delle 4 Province. Sarà uno dei temi dell’assemblea convocata per domani, 30 novembre, alle 14,30, nella Soms di San Sebastiano Curone sul progetto eolico “Monte Giarolo”, 20 gigantesche torri alte 200 metri sui versanti tra Val Borbera,Val Curone e Valle Staffora. Alla conferenza dei servizi sono stati convocati 18 Comuni, la Regione Piemonte, la Regione Lombardia e la Regione Emilia Romagna, numerosi altri enti tra cui le Aree protette dell’Appennino Piemontese. Quest’ultimo ente la scorsa primavera aveva espresso parere favorevole con prescrizioni, chiedendo in particolare l’eliminazione di 8 torri, più a ridosso della zona di protezione Dorsale Ebro Chiappo, e altre modifiche. La 15 Più energia renderà note le integrazioni in risposta alle numerose osservazioni contrarie presentate da associazioni, singoli cittadini ed enti pubblici. L’assemblea sarà l’occasione per discutere anche della legge regionale che entro il 30 dicembre dovrà indicare le aree idonee e non idonee a ospitare impianti fotovoltaici ed eolici. La legge, spiega il comitato, deve individuare “le aree in cui sono ammessi gli impianti “rinnovabili” con procedura autorizzatoria accelerata, le aree incompatibili con l’installazione degli impianti, le aree in cui si applicano i regimi autorizzatori ordinari, quelle in cui è vietata l’installazione degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra”. Secondo il comitato, i crinali appenninici interessati dal progetto, “al pari delle aree circostanti, devono essere inclusi tra categorie di aree non idonee all’installazione di impianti industriali di qualsiasi tipo e dimensioni, preservandone la naturalità e le caratteristiche storiche, paesaggistiche e culturali”. La Regione, in base a un comunicato degli assessori regionali Enrico Bussalino e Matteo Marnati, dovrebbe essere dello stesso parere. “E proprio agli assessori e a tutti i consiglieri regionali, all’intero mondo politico e agli amministratori locali, compresi quelli della Regione Lombardia, ci rivolgiamo direttamente chiedendo che intervengano all’incontro, per illustrate le rispettive posizioni sui criteri ispiratori e, soprattutto, sugli specifici contenuti della legge regionale piemontese (e lombarda). Gli assessori Marnati e Bussalino ci hanno già confermato la loro presenza. Ci attendiamo coerenza perché in questo frangente siano confermati i ripetuti impegni alla massima tutela del nostro ambiente naturale, storico e paesaggistico, un contesto che da tanti anni è al centro di progetti di valorizzazione turistico-ambientale che sarebbero completamente vanificati da opere industriali simili a quella in corso di esame”, conclude il comitato.







