Vittima di un investimento stradale, ora contribuisce a raccogliere informazioni di carattere ambientale. Si tratta di un giovane lupo, di circa due o tre anni di età, rilasciato sul territorio provinciale dotato di un radiocollare grazie al quale viene registrata la sua posizione a intervalli regolari, con l’obiettivo di identificare i siti dove si ferma a lungo, “consentendo di dedurre – spiegano dalle Aree protette dell’Appennino Piemontese – gli eventi di riposo e di alimentazione dell’animale. Durante i sopralluoghi viene verificata la presenza di segni della specie (fatte, tracce e predazioni) e vengono raccolte informazioni ambientali”. L’ente di Bosio ha infatti avviato una collaborazione con il Dipartimento di Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’ Università degli Studi di Torino (DBIOS) per l’attività di monitoraggio sul lupo radiocollarato nell’ambito del progetto LIFE Wild Wolf, finanziato dalla programmazione europea LIFE. L’obiettivo è “una conservazione equilibrata a lungo termine della specie, attraverso una gestione delle situazioni potenzialmente critiche che si verificano in ambienti antropizzati di tutta Europa, con il quale l’ente aveva già in precedenza sottoscritto una forma di supporto alla collaborazione”.
Il lupo nell’immagine era stato recuperato in seguito a un incidente stradale. Dopo essere stato curato nel Centro Animali Non Convenzionali dell’Ospedale Veterinario di Grugliasco, è stato per l’appunto rilasciato con radiocollare dalla Provincia di Alessandria in collaborazione con le Aree protette delle Alpi Marittime e il DBIOS.
Le Aree protette di Bosio hanno messo a disposizione il proprio personale specializzato in sopralluoghi coordinati con gli enti territoriali competenti, per studiare i punti di localizzazione utilizzati da un lupo radiocollarato.
“Le informazioni raccolte – spiegano da Bosio – potranno fornire utili indicazioni per la gestione della specie sul territorio e rappresentare un importante supporto tecnico-scientifico anche per le attività del Centro Grandi Carnivori, del quale le Aree protette dell’Appennino Piemontese sono ente associato. Si tratta ovviamente di attività sperimentali effettuate da esperti, rese possibili grazie all’autorizzazione ISPRA”.
Nel caso di avvistamento, le Aree protette invitano a fare una segnalazione all’indirizzo:








