Non è solo una questione di numeri, ma di stabilità del sistema. Il quadro che emerge dai dati sulle assunzioni e le cessazioni all’AslAL e all’Azienda Ospedaliero-Universitaria (AOU) di Alessandria per il 2025 descrive una sanità pubblica in affanno, segnata da un saldo negativo e da un ricorso massiccio ai contratti a termine. A lanciare l’allarme sono Domenico Ravetti, vicepresidente del Consiglio regionale, e Daniele Valle, vicepresidente della Commissione Sanità, che puntano il dito contro la gestione del personale da parte della Regione. Secondo i dati diffusi dagli esponenti dem, nel corso dell’anno la provincia di Alessandria ha registrato 423 nuovi ingressi a fronte di 430 cessazioni. Un calo netto di 7 unità che, seppur apparentemente contenuto, nasconde una realtà molto più fragile: la natura dei nuovi contratti. «Il sistema è già in perdita netta — spiegano Ravetti e Valle — ma il dato più grave è la qualità delle assunzioni: quasi il 30% dei nuovi ingressi (123 su 423) è costituito da contratti precari. Non si costruisce continuità di cura con il tempo determinato».
Il comparto infermieristico è quello che soffre maggiormente. I numeri parlano di una vera e propria emorragia professionale:
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Cessazioni: 160 infermieri hanno lasciato il servizio.
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Assunzioni: Solo 124 nuovi ingressi.
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Stabilità: Di questi 124, ben 58 sono precari.
Il caso limite si registra all’AOU di Alessandria, dove il 69% dei nuovi infermieri è a tempo determinato: l’azienda ha assunto stabilmente solo 22 professionisti a fronte di 70 uscite. Non va meglio all’AslAL, dove a fronte di 90 uscite sono entrati solo 53 nuovi operatori.
Medici e tecnici: la precarietà non risparmia nessuno
Anche tra i camici bianchi la situazione è critica. All’ospedale di Alessandria, il 58% delle nuove assunzioni mediche è a tempo determinato (49 precari su 84 ingressi). In termini assoluti, sono entrati 35 medici stabili per coprire 46 posti lasciati vacanti. Stesso copione per i tecnici sanitari: 63 cessazioni totali contro appena 37 assunzioni, confermando un trend di contrazione che colpisce ogni settore della filiera sanitaria.
Per Ravetti e Valle, questa strategia non permette di trattenere le professionalità nel sistema pubblico, spingendo i lavoratori verso il privato o altre regioni. «Un sistema che si regge su queste basi non può garantire un futuro solido ai cittadini alessandrini», concludono i rappresentanti del PD, sottolineando come la mancanza di stabilità lavorativa si traduca inevitabilmente in una minore efficacia dei servizi assistenziali sul territorio.








