Quanto sono costati i monitor installati in 11 Comuni alessandrini per informare la popolazione sulla presenza di amianto nei cantieri e nella cave del Terzo valico dei Giovi? La domanda è stata posta poiché in sostanza sono quasi tutti spenti da anni. Furono voluti nel 2017 dall’allora commissario straordinario Iolanda Romano nell’ambito della “campagna di informazione sull’amianto sul Terzo Valico in Piemonte e Liguria”. Come è noto, quando nel 2012 i lavori partirono l’amianto non era stato considerato nel progetto esecutivo della linea ferroviaria ad alta capacità, tanto che fu necessario, dopo le proteste dei comitati e poi dei sindaci, sostenute dai pareri di numerosi medici, scrivere un Protocollo di gestione amianto. Questo nonostante tutti i geologi fossero a conoscenza della presenza nell’Appennino tra Alessandria e Genova. Iolanda Romano decise di diffondere 140 mila opuscoli nei 14 Comuni piemontesi e liguri interessati dal Terzo valico, organizzare una serie di incontri pubblici e poi di installare i monitor in ogni Comune. In alcuni casi, come a Novi Ligure, furono addirittura due. Gli altri sono presenti a Fraconalto, Voltaggio, Carrosio, Gavi, Serravalle Scrivia, Arquata Scrivia, Vignole Borbera, Pozzolo Formigaro, Tortona e Alessandria.

Le informazioni sono state diffuse per alcuni anni, poi lo stop: gli schermi sono spenti oppure bloccati in quasi tutti i paesi anche perché le amministrazioni comunali non possono metterci mano. Come si legge su La Stampa, il commissario Calogero Mauceri rassicura sul fatto che “le attività di monitoraggio dell’amianto proseguono regolarmente e che tocca al Cociv la manutenzione dei monitor in base a una convenzione”. Ma quanto sono costati i monitor? Il commissario dice che tocca al Cociv rispondere ma il consorzio preferisce non dire nulla, ancora una volta.