Il Comune di Vignole Borbera ha fissato in 9 euro l’ora il salario minimo per i lavoratori delle aziende vincitrici degli appalti comunali. La giunta guidata dal sindaco Giuseppe Teti ha voluto fare come l’amministrazione della città di Genova, che nelle settimane scorse ha preso un identico provvedimento. Secondo la delibera di Vignole, in caso di procedura d’appalto con aggiudicazione dei lavori in base al miglior rapporto qualità prezzo, dovrà essere inserito, tra i criteri di valutazione, l’impegno dell’appaltatore a garantire al proprio personale nell’esecuzione dell’appalto una retribuzione oraria lorda non inferiore a 9 euro.
Secondo il sindaco Teti e gli assessori, “la tutela della retribuzione minima è un diritto riconosciuto in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, che la raggiungono anche tramite l’introduzione di un salario minimo o attraverso la contrattazione collettiva. Inoltre, la Costituzione italiana, all’articolo 36, dichiara che “il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Ancora: la Cassazione ha recentemente confermato il diritto del lavoratore al salario minimo costituzionale, congruo e dignitoso”.
Anche in base alle direttive dell’Unione europea datate 2022, la giunta di Vignole ha stabilito che “al lavoratore di ogni settore economico sia riconosciuto un trattamento economico complessivo non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative, salvo restando i trattamenti di miglior favore. Al lavoratore di ogni settore economico per una giusta retribuzione, è necessario che venga garantita una soglia minima di 9 euro lordi all’ora, per tutelare in modo particolare i settori più fragili e poveri del mondo del lavoro, nei quali è più debole il potere contrattuale delle organizzazioni sindacali“.








