Un incidente di fronte al casello di Vignole

Il commissario straordinario del Terzo valico, Calogero Mauceri, rassicura sulla volontà di mettere in sicurezza l’incrocio del casello della A7 a Vignole Borbera, nonostante manchino all’appello ben 1,3 milioni di euro. Dall’ultima conferenza dei servizi nel 2024 era infatti emerso che il costo dei lavori era passato da 2 milioni, coperto con i fondi del Terzo valico, a 3,3 milioni.

L’incrocio attende di essere sistemato da decenni e si teme che nei prossimi anni la situazione possa peggiorare ulteriormente con l’apertura del centro logistico nell’ex Cementir ad Arquata Scrivia, con un ulteriore flusso di mezzi pesanti oltre a quelli del cantieri del Terzo valico e di altre attività sul territorio. Sono infatti proprio i camion il problema maggiore relativo all’incrocio.

In primavera la Regione aveva annunciato di aver chiesto al ministero delle Infrastrutture “di valutare la possibilità di inserimento dell’intervento nella proposta di piano economico-finanziario di Autostrade per l’Italia (Aspi, gestore della A7, ndr), quale possibile strumento per assicurarne il finanziamento”. Il rischio potenziale, visti i tempi del tutto incerti, era che i fondi per il casello fossero dirottati altrove. Mauceri su La Stampa ha rassicurato su questo punto: “Le risorse stanziate per la rotatoria di Vignole Borbera restano vincolate alla realizzazione dell’intervento. L’opera rientra tra le prescrizioni richieste al Cociv per l’approvazione del piano di gestione delle terre da parte della Regione, nell’ambito dei lavori del Terzo Valico. Resta fermo l’impegno di Cociv al rispetto delle obbligazioni assunte. Tali accordi non pongono in capo a Cociv la realizzazione dell’opera, ma prevedono la progettazione e il finanziamento dell’intervento. Per via dell’incremento dei costi è stato avviato un confronto con il Ministero delle Infrastrutture e con Aspi, con l’obiettivo di individuare le soluzioni più idonee a garantire la copertura finanziaria dell’intervento”.

Mauceri non ha però detto nulla, al momento, sui tempi del cantiere, che prevede non più una rotonda ma un maxi spartitraffico dal casello al ponte sullo Scrivia, nel territorio di Arquata, per impedire agli automezzi che escono ed entrano in autostrada di incrociarsi, come avviene da sempre, creando grossi pericoli.