Vignole: in tre a processo per il muro di via Martiri della Benedicta.

Il manufatto, secondo il Comune, non rispetta l'altezza massima e non è stato abbattuto come aveva imposto l'ordinanza comunale. L'ente si è costituito parte civile.

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Il muro costruito lungo via Martiri della Benedicta, a Vignole Borbera, nei pressi del casello autostradale della A7, ha portato a processo tre persone accusate di abuso edilizio. Sono il proprietario del manufatto, il vignolese Maurizio Barattino, e gli imprenditori Gino Boggeri, di Cabella Ligure, e Tiberiu Csedreki Sonin, titolari della due imprese che hanno realizzato il muro. L’abuso edilizio, secondo quanto spiegano dal Comune, consiste nell’aver realizzato il manufatto non rispettando l’altezza prevista dal regolamento edilizio comunale, pari a 2,5 metri. Il Comune aveva notificato al proprietario un’ordinanza con la quale si imponeva la demolizione del muro, ordinanza che evidentemente è stata ignorata.

Vignole Borbera municipio
il municipio di Vignole Borbera

Inevitabile la segnalazione alla Procura della Repubblica, che il mese scorso ha notificato al Comune la citazione diretta a giudizio dei tre per aver violato la normativa in materia edilizia, commettendo in concorso tra di loro, secondo l’accusa, un abuso edilizio. La giunta comunale, guidata dal sindaco Giuseppe Teti, ha deciso di costituire il Comune parte civile nel procedimento per ottenere il risarcimento dei danni. L’udienza è stata fissata dal giudice per l’8 ottobre. L’ente sarà rappresentato dall’avvocato Gaetano Sano, mentre Barattino si farà difendere da Vittorio Spallasso e Laura Pianezza. Boggeri e Csedreki Sonin saranno rappresentati in giudizio dall’avvocato Palladino.