Il casello A7 di Vignole

Un anno di silenzio sulla messa in sicurezza dell’incrocio del casello dell’autostrada A7 a Vignole, teatro di troppi incidenti. Nel 2024 era emerso che, oltre ai 2 milioni già previsti per costruire il maxi spartitraffico tra l’ingresso in A7 e l’area oltre il ponte sullo Scrivia, nel territorio di Arquata, servivano altri 1,3 milioni. In totale, ben 3,3 milioni. Manca quindi una parte consistente della copertura economica per un’opera attesa da decenni: è più che mai necessario eliminare la pericolosità dell’incrocio con le strade provinciale 140 e 143. La nuova soluzione, prevista al posto della rotonda per la quale manca lo spazio, era stata condivisa da tutti gli enti con la convenzione stipulata a maggio del 2024. Poi nel settembre successivo il commissario straordinario del Terzo valico, Calogero Mauceri, aveva lasciato intendere che i soldi non bastavano. Fino ad allora, la coperta era assicurata da 1,3 milioni arrivati dal Terzo valico, da 300 mila sempre di fondi dell’alta capacità arrivati però dal Comune e da 400 mila dalla Regione e dalla Provincia. In un anno, come spiega il sindaco, Giuseppe Teti, non si è tenuta più nessuna riunione sull’argomento, nonostante l’opera sia prevista nelle prescrizioni del progetto esecutivo del Terzo valico, datato 2006. Nel frattempo, l’incrocio resta sempre pericoloso.