Il nuovo consiglio di amministrazione della 5 valli dovrebbe essere nominato domani, lunedì 10 gennaio, nell’assemblea dei 37 Comuni soci dopo che il 27 dicembre scorso c’è stato un nulla di fatto. Il cda uscente si è dimesso poche settimane fa di fronte al no di molti sindaci alla ricapitalizzazione richiesta dalla società per affrontare le spese per il porta a porta, avviato solo in pochi Comuni, cioè Stazzano, Cabella, Casasco, Cerreto Grue, Grondona, Monleale, Sarezzano e Vignole ma con difficoltà anche solo nella distribuzione dei contenitori. Nell’ultima assemblea del Consorzio Servizi Rifiuti (Csr) 5 Valli ha ottenuto una nuova proroga all’avvio del porta a porta in tutto il suo ambito: chiedeva 9 mesi, ne ha ottenuti solo cinque. Una situazione giudicata negativamente da Enzo Semino, vicepresidente del Csr: “E’ la terza proroga in cinque anni concessa a 5 valli, dalla quale ci sentiamo presi in giro.

La società ha un debito di 1,2 milioni con Srt per i rifiuti conferiti in discarica con un piano di rientro da rispettare, il direttore continua a essere cambiato e serve una ricapitalizzazione. Hanno acquistato mezzi e contenitori e il servizio non parte nonostante abbiano ottenuto dei contributi regionali proprio per questo. Una situazione davvero molto difficile”. A rincarare la dose è Federico Braini, consigliere comunale di opposizione ad Arquata, il Comune più grande servito da 5 valli, che attende da tempo l’avvio del porta a porta: “L’amministrazione comunale arquatese ha voluto fortemente il passaggio sotto 5 valli e all’interno del cda dimissionario aveva i sui rappresentanti.

Federico Braini

All’epoca di questa scelta l’opposizione, cui facevano parte Fabrizio Dellepiane e Diego Sabbi, fece presenti i rischi di questa operazione, in particolare sul fatto che 5 valli non avrebbe potuto sostenere le spese del servizio. La maggioranza replicò che ci sarebbero addirittura stati dei risparmi. Adesso – conclude Braini -, nei Comuni dove è partito il porta a porta, il servizio è gestito malissimo ed emerge che 5 valli non ha la forza per portarlo avanti”. Il sindaco Alberto Basso, replica: “La situazione senz’altro non è facile ma sotto l’aspetto gestionale i problemi arrivano da lontano, dalle scelte iniziali sbagliate. È vero, c’è un debito di 1,2 milioni di euro verso Srt ma 5 Valli vanta crediti per centinaia di migliaia di euro da una serie di Comuni che non hanno versato il dovuto. Anche altre società di raccolta rifiuti comunque sono fortemente esposte nei confronti di Srt. Oltretutto, i piani finanziari predisposti da Arera si basano su dati vecchi di due anni, che non tengono conto dei costi incrementati per il porta a porta.

Alberto Basso

Ritengo – conclude – che 5 valli possa andare avanti poiché garantisce costi del servizio e tariffe per utenti più basse rispetto ad altri ambiti”. Nel 2020 il lockdown aveva impedito dai Comuni soci di approvare i rispettivi bilanci nei tempi previsti e anche di stanziare le cifre richieste dalla 5 Valli per ripianare i debiti. La società non aveva potuto fare gli investimenti previsti. Il bilancio nel 2017 aveva registrato perdite per circa 144 mila euro dovute a errori contabili e l’anno successivo altri errori avevano riguardato il calcolo degli stipendi dei dipendenti e si erano verificati costi maggiori per il noleggio dei mezzi.