Cosa separa una leggenda popolare da una verità storica? E in che modo il potere utilizza la narrazione per manipolare il consenso? Sono queste le domande al centro di “Ecce Femina”, lo spettacolo che sabato 9 maggio alle 21 calerà il sipario sulla stagione invernale del Teatro Lavagnino (ex Civico) di Gavi. L’appuntamento segna l’atto finale della rassegna “Prove Generali di Rivoluzioni”, curata dal Teatro della Juta. Protagonista della serata sarà il mito della Papessa Giovanna, una delle invenzioni narrative più celebri del Medioevo, trasformata per l’occasione in una vera e propria “arma comico-satirica”. Non si tratterà, però, di una semplice rievocazione storica. La nuova produzione del Teatro della Juta utilizza la figura della Papessa come una lente deformante per analizzare fenomeni estremamente attuali: la propaganda, la creazione del consenso e la diffusione delle fake news.
Sul palco, un unico attore darà vita a sette personaggi diversi, costruendo sotto gli occhi del pubblico la genesi di una “verità” che non poggia sui fatti, ma sulla forza del racconto popolare. Lo spettacolo mira a smascherare i meccanismi con cui la disinformazione, se ripetuta a sufficienza, finisce per diventare più reale della realtà stessa. Il registro scelto è quello della comicità, utilizzata non come fine a se stessa, ma come strumento per scardinare le certezze dello spettatore. Attraverso la risata e l’immedesimazione, “Ecce Femina” solleva un dubbio profondo sulla natura della nostra società contemporanea: quanta parte della realtà che viviamo è frutto di una narrazione imposta dall’alto?
La stagione 2025-26, realizzata in collaborazione con Piemonte dal Vivo e sostenuta da Fondazione CRT, Regione Piemonte e dai comuni di Gavi e Arquata Scrivia, si conclude dunque con una riflessione sul potere della parola.








