Anta racconta Einstein il pacifista

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Sabato scorso al Circolo provinciale della stampa di Alessandria con sede a Villa Guerci, via Faà Di Bruno è avvenuta la presentazione del libro ‘Albert Einstein: le vie del pacifismo’ del saggista ovadese Claudio Giulio Anta. Il nuovo libro di Anta dal titolo “Albert Einstein: The Road sto Pacifism” (Peter Lang, Oxford, 2017) in 246 pagine in inglese evidenzia come lo scienziato tedesco, naturalizzato americano, fu anche uno dei più autorevoli pacifisti della prima metà del Novecento. L’iniziativa è stata organizzata dal Circolo della stampa in collaborazione con l’Associazione Spazioidea e Circolo filatelico numismatico di Alessandria.

L’autore ha dialogato con Albino Neri. L’opera è stata recensita da Henrik Syse , già membro del Comitato del Premio Nobel per la Pace, sul “Journal of Peace Research” di Oslo.

Il pacifismo – racconta Anta – è uno dei miei principali interessi di ricerca. Le riflessioni di Einstein al giorno d’oggi, a distanza di oltre 60 anni da sua scomparsa mantengono tutta la loro attualità se rapportate al panorama geopolitico internazionale”. Fino all’età di 35 anni Einstein non si occupa di pacifismo, la Grande Guerra è un vero e proprio spartiacque del suo impegno, che si estenderà fino alla pubblicazione del manifesto Einstein-Russell (1955) contro l’uso della bomba ad idrogeno, fino all’ultimo giorno della sua vita.

Durante la sua carriera elabora tre tipi di pacifismo: assoluto, in occasione della Grande Guerra; scientifico, in occasione della corrispondenza Sigmund Freud; relativo in concomitanza con l’ascesa del III Reich.

A prescindere da questa differenziazione – spiega Anta – Einstein, per riprendere una nota espressione utilizzata sia da Romain Rolland nel 1915, sia da Norberto Bobbio nel 1955, si collocò “al disopra della mischia” di fronte ai problemi e ai dilemmi politici della sua epoca”.

Le sue riflessioni sul tema della pace, come si evince dalla lettura del saggio, lo indussero a dialogare con le più prestigiose figure del mondo politico e culturale: da Romain Rolland a Bertrand Russell, passando per Sigmund Freud, il re Alberto I del Belgio, Léo Szilard, Emery Reves e Franklin Delano Roosevelt.

Il libro è ulteriormente arricchito da una parte antologica finale di scritti e discorsi di Einstein sul tema della pace, la cui pubblicazione è stata autorizzata dall’Università di Princeton.