Firuoie, briciole di vita e di memoria

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RIVALTA BORMIDA. “Na puisia, dicia au dialet re cme ‘na machina du temp”, la frase nel vernacolo di Rivalta Bormida significa che “Una poesia recitata in dialetto è come la macchina del tempo”. domani si fermerà per un giorno, in occasione della presentazione del secondo libro di Giampiero Ivaldi dal titolo “Firuoie”, cioè briciole, sottotitolo “U sgond libe an dialet d’Arvauta”. Una raccolta di ricordi, fatti e personaggi, che non raccontano solo emozioni e stati d’animo, pensando agli affetti più cari, come la mamma che non c’è più e compare nella foto di copertina accanto a quella dell’autore, ma descrivono anche la vita della comunità fra tradizioni, situazioni bizzarre e riflessioni sul cambiamento e sul senso della vita. “In dialetto le parole sono più immediate e arrivano prima al cuore della gente”, dice Ivaldi che preferisce firmarsi Giampierino Bardan, il soprannome di famiglia, perché a Rivalta più che in ogni altro paese ogni nucleo originario ha uno “stradinom”. Di fatto, partendo dall’umanità delle persone Ivaldi nella sua opera ha dato il via alla ricerca della memoria storica locale. Non a caso l’amministrazione comunale e la Pro Loco hanno voluto dedicare alla presentazione della pubblicazione lo speciale evento “Il senso della festa, eccellenze del territorio”, che si svolgerà domani nella corte di palazzo Bruni alle 17,30 con invito a numerose personalità. Oltre all’autore, sarà presente Mauro Morbelli, soprannome Pastis, un altro appassionato di storica locale, che insieme a Ivaldi ha realizzato 5 cd dedicati al paese”. Per il Comune sarà l’occasione di “presentare l’anteprima dell’accoglienza rivaltese e il programma di tutte le manifestazioni nel concentrico e nelle frazioni”. L’obiettivo è valorizzare l’identità locale e Firuoie è il filo conduttore tra passato e futuro, briciole di saggezza contadina per saziare la voglia della gente di tornare ad una vita più semplice e spensierata, fra persone sincere. “…Firuoia per iruoia, s’i iaveise foiesè, l’avreiva in otir ghist ra to giurnò: uorda che ra to vita rè na cutletta d’ampanè…se i toi ricord it ioi nent lasòi per strò…”, è un frammento del libro.