Il territorio unito contro il biodigestore

Seminiamo il nostro futuro: e i bimbi piantano patate

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Patate quarantine contro i rifiuti e il possibile inquinamento del biodigestore di Isola del Cantone.

La popolazione e sindaci oggi pomeriggio hanno lanciato un messaggio pacifico ma determinato contro il progetto della Energa di Genova: 33 mila tonnellate di spazzatura da trattare in riva allo Scrivia, in località Camposaragna, per incassare gli incentivi statali per le cosiddette energie rinnovabili, mettendo a rischio lo Scrivia e gli acquedotti alessandrini.

Difendiamo lo scrivia

Uno no deciso, è arrivato dalla manifestazione che si è svolta nel paese ligure, organizzata dall’Associazione Isolese Ambientalista (Aia) e dai comuni di Arquata Scrivia e Isola del Cantone.

Tredici i comuni contrari, rappresentati da Alzano Scrivia, quasi sul Po, fino a Savignone, in alta Valle Scrivia. Sindaci, assessori e consiglieri, insieme ai cittadini, hanno indossato tutti la maglietta con la scritta “No Biodigestore”.

Alberto Basso, sindaco di Arquata Scrivia, Giuseppe Teti, sindaco di Vignole Borbera; Francesco Chiapuzzo, consigliere di Borghetto Borbera;  Adolfo Guagnin,  Alzano,  Silvano Bellò, assessore a Grondona; Rocchino Muliere sindaco di Novi Ligure;  Carmelo Cinigli,o consigliere di Tortona;  Giuseppe Carbonato e Cecilia Orsi, assessore e consigliere di Castelnuovo Scrivia, oltre ai sindaci di Savignone, Vobbia e Ronco Scrivia, a numerosi consiglieri comunali e regionali liguri e al parlamentare casalese Fabio Lavagno,  si sono espressi contro la Energa.

I comuni lo faranno anche per le vie legali contro la delibera della giunta regionale ligure, assente alla manifestazione nonostante l’invito di’Aia, approvata il 30 dicembre. Tutti, insieme alla Provincia di Alessandria, appoggeranno il ricorso di Arquata e Isola. A rischiare di stoppare l’iter, come già annunciato da Giornale7, è emersa intanto la mancata disponibilità per la Energa di due mappali su venti, situazione potrebbe impedire la concessione del parere paesaggistico e dell’autorizzazione unica, da parte della Città metropolitana di Genova. “L’impianto non serve ai cittadini ma solo alla Energa – ha detto Fabio Rivara dell’Aia -. Il piano regionale dei rifiuti non lo prevede e non si sa neppure da dove arriverà la spazzatura per la centrale”.

bimbi piantano Patate

Dopo gli interventi davanti al municipio e il corteo, l’arrivo sui terreni indicati dalla Energa, dove i bambini di Isola hanno seminato le patate tipiche dell’Appennino ligure: “Seminiamo il nostro futuro”, hanno detto gli organizzatori.