Roccaforte Ligure. Nasce il nuovo osservatorio della Rete Zampe Libere

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Un nuovo presidio tecnologico per lo studio e la tutela della fauna selvatica è operativo tra i boschi della Val Borbera. Nel territorio comunale di Roccaforte Ligure è stato attivato da alcuni mesi un punto fisso di monitoraggio dedicato agli animali omeotermi, equipaggiato con sensori ambientali, strumenti di misurazione e video trappole ad alta precisione. La stazione scientifica è gestita dalla Rete Zampe Libere, associazione no-profit coordinata da Ugo Ventullo (noto con il nome Ugo de Cresi). Il gruppo finanzia le proprie attività in completa autonomia con l’obiettivo di raccogliere dati sul campo e promuovere strategie di conservazione degli ecosistemi appenninici. Tutte le informazioni rilevate vengono messe a disposizione di istituti universitari e realtà locali impegnate nella ricerca ecologica. Le principali linee di monitoraggio includono: Biodiversità entomologica; censimento di specie rare, tra cui la recente conferma della presenza della mantide Empusa pennata. Lupo appenninico (Canis lupus italicus), analisi mirata dei branchi e delle dinamiche di popolazione sul territorio. Sciacallo dorato (Canis aureus), tracciamento continuo per verificare la risalita della specie, già documentata nella vicina Val Curone. Controllo dei cinghiali e Peste Suina Africana (PSA), stima quantitativa dei capi presenti per analizzare l’impatto della predazione naturale da parte dei lupi che, in linea con recenti evidenze scientifiche polacche, contribuisce a spezzare la catena di trasmissione virale.

I dati raccolti dalla rete confluiranno anche in percorsi formativi aperti al pubblico, a partire dal corso sulla fauna selvatica organizzato in concomitanza con l’avvio del nuovo anno accademico dell’Unitre di Busalla.