S.O.S. per l’ospedale ovadese

"Se è Pronto Soccorso, perché il 118 non trasporta a Ovada?"

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Ovada, un momento dell'incontro convocato dal sindaco Paolo Lantero

La burocrazia esaspera gli utenti, che lunedì sera in Comune hanno preso parte all’assemblea organizzata dall’amministrazione comunale di Ovada con i sindaci ed i rappresentanti delle associazioni locali per fare il punto sul futuro dell’ospedale. Il Punto di primo intervento nel 2015 è stato riconosciuto Pronto soccorso di area disagiata, ma il potenziamento è avvenuto solo sulla carta, l’ospedale e il distretto hanno perso servizi. Il sindaco Paolo Lantero nei giorni scorsi ha incontrato i dirigenti dell’Asl Al e lunedì ha informato i rappresentanti del territorio sulle cose fatte e da fare.

Insieme hanno individuato le priorità in una lettera, che sarà sottoscritta dai 16 sindaci del distretto. “Insieme per limitare i disagi e migliorare i servizi, ma anche per valorizzare le eccellenze”, quando Mauro Rasore, medico di famiglia e consigliere comunale d’opposizione ha ricordato i progetti innovativi per i quali il piccolo ospedale si distingue nelle cure oncologiche fino a Genova e a livello nazionale, il malcontento ha lasciato il posto agli applausi.

Mentre la riorganizzazione della sanità locale è in atto, per prudenza le persone soccorse dal 118 vengono trasportate negli altri ospedali, il problema è che non sono dirottati solo i codici rossi e gialli, ma anche i codici verdi e bianchi, creando inutili grattacapi ai pazienti e intasando le corsie degli altri ospedali. “Si cambi l’accordo fra Asl e 118”, è la richiesta dei sindaci. “Se prendi una storta ti portano a Novi e per la visita ortopedica devi andare a Tortona o a Casale: se non puoi farti portare, devi dormire in albergo perché non ci sono mezzi di trasporto”, racconta un altro anziano. Un passo avanti è stato fatto.

“L’ortopedico visiterà a Ovada 4 ore a settimana, anziché 2 ore ogni 15 giorni. Per ragioni logistiche chiederemo di non fissare a Tortona ma ad Acqui il riferimento di Ovada”, afferma il sindaco Lantero. La riflessione sull’ambulatorio di cardio- pneumologia è iniziata, perché a Ovada sono presenti entrambe le figure, ma sull’integrazione degli infermieri di famiglia l’Asl prende tempo per dare la precedenza alle zone, dove questo servizio non è ancora stato attivato.