Storie “controverse” nel museo di Rocchetta in occasione della Festa dei Musei

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Il Museo della Resistenza e Vita Sociale in Val Borbera aderisce alla Giornata internazionale dei Musei, istituita Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo. Per promuovere questi luoghi di “ scambio e arricchimento culturale, e di sviluppo della comprensione reciproca, della cooperazione e della pace tra i popoli “.

I musei di tutta Italia, su indicazione dell’International Council of Museum, sono coinvolti nell’organizzazione di iniziative finalizzate a riflettere sul proprio patrimonio culturale, in relazione al tema dell’anno Musei e storie controverse: raccontare l’indicibile nei musei”.

I Partigiani della Pinan Cichero

“Le collezioni museali, – spiegano gli organizzatori – attraverso la selezione di ciò che espongono, presentano riflessi di memorie e rappresentazioni della storia. Ma diffondendo la conoscenza del passato, presentandola da molteplici punti di vista, proponendo chiavi di lettura che aiutino a comprendere il mondo di oggi, possono indirizzare le storie controverse e dolorose verso la pacificazione. Il Museo della “Resistenza e Vita Sociale in Val Borbera, attraverso i suoi percorsi e le sue collezioni sollecita ad interrogarci sul nostro passato, sui temi rimossi della storia e sulle questioni della vita, senza trascurare gli effetti prodotti dall’azione delle ideologie e dei preconcetti culturali del quotidiano. I temi esposti e la storia stessa del Museo ne dimostrano l’apertura al confronto e al dibattito anche provocatorio”.

In occasione di questa giornata il Museo della Resistenza e Vita Sociale in Val Borbera, organizza sabato 20 maggio, alle ore 18 nella sede museale a Palazzo Spinola di Rocchetta Ligure,  proiezione di filmati di guerra. Documenti del cineoperatore sovietico Victor Muromtzev. Riprese di Don Pollarolo partigiano con breviario e cinepresa.

Le teche del museo

Domenica 21 maggio alle ore 11 visita guidata al museo. Il patrimonio del Museo dedicato a Giambattista Lazagna, il partigiano “Carlo” vicecomandante della Pinan Cichero, è costituito da fotografie, documenti, armi, proiettili, mortai, divise, radio da campo, borracce, borse, zaini, appartenuti a partigiani, ma anche divise militari dell’esercito tedesco. In una vetrina sono esposte alcune armi, utilizzate durante la I e la II Guerra Mondiale.

Vi è poi un percorso didattico costituito da pannelli a fumetti che, in ordine cronologico, illustrano con
testi e disegni le varie fasi della Guerra di Liberazione nazionale, dal 1943 al 1945, con un interessante approfondimento sulla difficile vita quotidiana del partigiano e il ricordo del ruolo fondamentale svolto dalla popolazione valligiana che incurante delle rappresaglie dei fascisti, ha sostenuto moralmente e tangibilmente i partigiani. Nella seconda sala sono affissi quadri con i distintivi e i gradi dei comandi e degli ufficiali partigiani. C’è un’intera ala del mezzanino dello storico palazzo, dedicata alla vita sociale. Oltre a numerose fotografie che ritraggono i momenti salienti: matrimoni, comunioni, vacanze, scuola, nello spazio museale sono visibili attrezzi contadini, arnesi da cucina e oggetti di uso quotidiano che raccontano un passato recente della Val Borbera.

Adiacente all’ingresso del Museo c’è un piccolo e suggestivo vano “segreto”, qui è alloggiata la stazione radio, da dove si può ascoltare “Radio Londra”.