Territori da Vivere e da valorizzare

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Ovada, numerosi sindaci ed amministratori hanno preso parte alal presentazione "Scenari di Territori da Vivere". Sullo sfondo le tavole esposte dagli studenti del Politecnico alla Loggia di San Sebastiano

Itinerari turistici e ricreativi, la mappa dei vigneti dall’Ovadese al Gaviese, l’assetto fluviale del Bormida, sono alcune delle 11 aree tematiche prese in esame nel Basso Piemonte da 45 studenti del Politecnico di Torino, che da ottobre a gennaio hanno studiato il territorio ed elaborato possibili strategie di sviluppo. Da venerdì a ieri alla loggia di San Sebastiano a Ovada hanno presentato alle autorità locali ​​”Scenari di paesaggio per i Territori da Vivere”, dal nome del progetto di studio ideato insieme alla Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri Onlus – Centro Oratorio Votivo di Ovada con il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo, in sintonia con il Comune di Ovada. Nell’ambito del progetto di valorizzazione ambientale “Territori da vivere “ gli studenti hanno realizzato raccolte fotografiche e tavole di progetto, classificando 37 comuni, 65 mila ettari, che i futuri ingegneri ed architetti paesaggisti hanno passato sotto la lente e visto dal vivo attraverso le escursioni del laboratorio all’aperto, che al politecnico chiamano atélier.

“Abbiamo dovuto organizzare trasferte in pullman perché con il Treno è difficile raggiungere Ovada – hanno spiegato i docenti – In compenso abbiamo scoperto un’area di grande fascino ed interesse”. In pullman hanno raggiunto anche borghi e castelli, in particolare di Lerma, Mornese, Cremolino, Strevi , dove si sono soffermati sui mutamenti antropici. “Prasco e Parodi hanno colpito per la vegetazione spontanea e l’agricoltura biologica. Rocca Grimalda, Gavi, Novi hanno stimolato nuovi spunti di correlazione tra ecologia ed evoluzione economica”. “Tante potenzialità da valorizzare e poche risorse da investire nella pianificazione territoriale”, è la realtà con la quale i comuni si confrontano ogni giorno.

“Sindaci ed amministratori avranno l’opportunità di consultare ed approfondire gli elaborati”, ha detto la promotrice del progetto a Ovada e direttirice del Centro professionale Casa di Carità Arti e Mestieri, Marisa Mazzarello, che ha scelto la loggia, luogo simbolo della storia e del futuro della città. Lo studio a cielo aperto ha portato nell’Ovadese anche studenti stranieri e alcuni geometri comunali di varie regioni, desiderosi di confrontarsi con nuove possibilità di gestione delle aree di sviluppo, sia da tracciare, sia da riconvertire.

Dalle idee ai fatti, serviranno fondi e forse non tarderanno ad arrivare. Mercoledì 17 maggio alle 21 nel municipio di Ovada si svolgerà un incontro informativo dedicato ai bandi di finanziamento delle filiere agroalimentari del Gal Borba scarl, l’ente che gestisce i contributi comunitari per lo sviluppo rurale nei comuni dell’Alto Monferrato.