Vie e frazioni al buio da oltre un anno per colpa della burocrazia.

Alla fine del 2016 il voto per acquisire i lampioni di Enel (che vuole troppi soldi) allo scopo di ridurre i tempi della manutenzione ma per trovare il nuovo gestore ci sono voluti sei mesi

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Un anno fa il voto del Consiglio comunale di Arquata Scrivia sul riscatto dei circa 600 punti luce su 1400 totali in mano a Enel Sole con l’obiettivo di risparmiare dal punto di vista economico ed energetico e sui tempi di intervento per la manutenzione, che già all’epoca era troppo lunghi. Inoltre, c’era da rispettare quanto stabilito dall’Anac: secondo l’autorità anticorruzione l’assegnazione della gestione dell’illuminazione pubblica va fatta tramite appalti e non può restare in campo a Enel senza gara ma il problema è la rete che resta di proprietà di Enel stessa, aspetto che non facilita la “liberalizzazione” del settore. La burocrazia (e non solo), però, ci ha messo del suo e ad Arquata Scrivia sono ancora diverse le strade del capoluogo e delle frazioni ancora al buio.

La frazione di Sottovalle

Sui social la protesta non manca e c’è chi sottolinea in particolare la pericolosità degli attraversamenti pedonali di via Roma durante le ore serali. A Sottovalle, sottolineano i residenti, metà paese è senza luce: “Si va avanti così da oltre un anno. Abbiamo già più volte segnalato questa situazione insostenibile al Comune ma finora non c’è stato alcun intervento risolutivo”. Con la votazione de Consiglio comunale del dicembre 2016 il Comune avviava una trattativa con Enel Sole che si è protratta per molto e a dire il vero non si è ancora conclusa: la società del gruppo Enel chiede 115 mila euro contro i 15 mila proposti dall’amministrazione comunale, che nel frattempo è riuscita a individuare il gestore degli impianti passati sotto la sua proprietà. Soltanto che è stato necessario bandire la gara d’appalto tramite la società pubblica Consip. “La procedura d’appalto – spiega il sindaco Alberto Basso – ha avuto una durata di ben 180 giorni. La gestione sarà affidata alla francese Citelum, che provvederà a sostituire tutti corpi illuminanti (la parte finale dei lampioni, compresa la lampada, ndr) con luci a led con notevoli risparmi. Nell’immediato, la ditta Casella di Arquata sostituirà circa 70 luci rotte in via Roma”.