I ragazzi del consorzio montano di Magioncalda ce l’hanno fatta. Hanno trovato i fondi per riattivare il  loro mulino ad acqua situato nella piccola frazione di Carrega Ligure. Il mulino, che è di proprietà comunale, un tempo veniva usato per macinare grano e castagne,  ma non è più in uso da decenni. Il Comune lo scorso anno aveva firmato una convenzione con il consorzio montano e le Aree protette dell’Appennino Piemontese, gestore del sito di importanza comunitaria “Massiccio dell’Antola, Monte Carmo, Monte Legnà”, all’interno del quale si trova Magioncalda, allo scopo di trovare i fondi per il mulino. Il progetto era stato presentato al Gruppo di azione locale (Gal) Giarolo Leader nell’ambito dei finanziamenti previsti per il recupero e la valorizzazione di beni e manufatti inseriti nella rete di itinerari all’interno del prodotto turistico “Le terre di Libarna e Coppi”. Ora sono arrivati circa 40 mila euro.

Marco Guerrini, sindaco di Carrega

L’edificio dovrà essere sistemato dal punto di vista strutturale, rifatta la canalizzazione delle acque provenienti dal rio Fossato che servono ad attivare la macina. Dovrà anche essere recuperata l’area vicina al mulino, che rivivrà sia a scopo didattico sia per macinare grano e castagne per i produttori di Carrega. Su Facebook il sindaco Marco Guerrini ha scritto: “La nostra “meglio gioventù” ce l’ha fatta: il mulino di Magioncalda sarà recuperato e valorizzato”. Un altro passo avanti verso la salvezza di questo territorio straordinario, che  da breve, potrebbe inseriito in un Parco naturale. La decisione è al vaglio del Consiglio regionale, che martedì prossimo potrebbe votare l’istituzione del Parco Naturale.

CONDIVIDI
Articolo precedenteL’ombra del doping sul Cross Città di Novi
Articolo successivoOperazione “Monopoli”, in carcere anche la moglie di Dattola