Chi maltratta gli animali, potrebbe maltrattare anche te. La scienza lo dimostra.

Incontro domani sera a Vignole Borbera con Ruth Pozzi

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C’è una stretta correlazione tra violenza nei confronti degli animali, violenza interpersonale e ogni altra condotta antisociale e criminale, gli studi scientifici lo provano. L’Oms definisce la violenza come uno dei maggiori problemi di salute pubblica a livello mondiale e in particolare la violenza interpersonale viene evidenziata come fenomeno in crescente ascesa in tutto il mondo.

Da oltre un secolo la letteratura criminologica e vittimologica anglosassone rileva che i maltrattamenti verso gli animali oltre ad essere crimini da contrastare, devono essere interpretati come specifici ed efficienti indicatori di pericolosità sociale e sintomi di una situazione esistenziale patogena in chi commette il maltrattamento. “In particolare il maltrattamento di animali agito da minori, può essere l’espressione di una situazione ambientale e/o familiare caratterizzata da abusi fisici, sessuali, psicologici, incuria, discuria. In termini statisticamente rilevanti inoltre il maltrattamento di animali è parte integrante di altri crimini come violenza domestica su donne e minori, stalking, atti intimidatori anche di stampo malavitoso per cui si colpisce fisicamente un animale per colpire psicologicamente, affettivamente ed emotivamente una persona. In particolare in ambito di violenza domestica (il dato americano oscilla fra il 25% e il 50% dei casi, il dato italinano rileva il fenomeno nel 65% dei casi) le donne non se ne vanno di casa per non lasciare l’animale in balia del partner abusatore. Ciò significa che la strategia vincente per salvare le donne dalla violenza dei partner consiste nel mettere in sicurezza anche gli animali domestici portandoli in rifugi segreti appositamente creati”. Di questo, domani 5 aprile, alle 21nella Sala conferenze del  Polifunzionale, a Vignole Borbera  parlerà Ruth Pozzi insieme ad Animalisti Onlus.

L’incontro è organizzato da Uniduevalli Scrivia Borbera.

Info tratte da:  Associazione Link-Italia – www.link-italia.net