Export del vino, gli ovadesi tirano le somme

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Il calo dei consumi di vino in Italia è sceso da 99 a 55 litri procapite, ma il bicchiere è mezzo pieno grazie all’export. Nonostante la diminuzione della superficie vitata, il Piemonte è uno dei principali esportatori. Trainano gli spumanti e i vini naturali: più 26,6% negli Usa, attualmente il mercato più importante per i piemontesi. “I più amati in Cina, nella fascia d’età tra i 20 ai 40 anni, sono i vini rossi – dice l’esperta cinese Jamin Jang – devo approfondire la conoscenza del Dolcetto d’Ovada”.

Per 26 produttori alessandrini e 14 importatori stranieri l’anteprima del Vinitaly è avvenuta nei giorni scorsi a Ovada. Cinque buyers del Canada, tre dal Regno Unito, due svedesi, quattro bloggers cinesi sono arrivati prima in Italia per incontrare i produttori monferrini.

Tappa a Nizza, sorseggiando la nuova Docg del Barbera e l’Asti, poi a Ovada. Il 7 aprile  per iniziativa della Cia di Alessandria in collaborazione Ice (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) e Comune di Ovada, il gruppo è giunto nel tempio del Dolcetto, l’Enoteca regionale di Ovada. Qui ha incontrato i produttori dell’Ovada Docg e vignaioli di Acqui, Gavi, Colli Tortonesi, Monferrato casalese. Poi visita all’azienda Facchino a Rocca Grimalda e alla Tenuta San Pietro a Tassarolo.

L’abboccamento per tanti è ripreso al Vinitaly. Ora la promozione dell’Ovada continua con il calendario di aprile all’Enoteca.