“Le mie serate a Trastevere con il grande Jack La Motta”

0
1500
Bruno Pistidda a sinistra, con Vincent Barbi, Jack La Motta e Tiberio Mitri

“Eravamo quattro inseparabili amici, a Roma. Trascorrevamo in Trastevere lunghe serate d’allegria scanzonata. Ora, l’”Angelo del Bronx”, Jack La Motta, è andato a trovare i suoi vecchi amici: Vincent Barbi e Tiberio Mitri. Sono rimasto solo a ricordare quei momenti. Oggi che vivo a Novi Ligure non mi sembra neppure vero aver vissuto quel periodo con grandi attori e pugili”-. Il ricordo è di Bruno Pistidda, conosciuto come letterato e scrittore di romanzi, ma non tutti sanno che in gioventù è stato pugile di grandi speranze, arrivato alle soglie della partecipazione ai Giochi Olimpici di Roma, nel 1960. “Centocelle” è il suo ultimo romanzo pubblicato 2 anni fa, di prossima ristampa, dove Pistidda narra l’epopea della “Dolce vita” animata da grandi personaggi dello sport oltre che dello spettacolo, tra cui Jack La Motta, campione mondiale dei pesi medi tra gli anni ’40 e ‘50, morto l’altro giorno a 96 anni. Il mito di La Motta fu interpretato da Robert De Niro nel film “Toro scatenato”, diretto da Martin Scorsese.

Bruno Pistidda

L’amicizia tra Bruno Pistidda e Jack La Motta è durata più di 50 anni. “Conobbi a Roma Vincent Barbi, un attore ex pugile napoletano emigrato in America nel 1962 – ricorda Pistidda – Tornò in Italia per fare da bodyguard a molte stelle del Cinema di passaggio a Roma, dove vivevo e mi allenavo e venne anche Jack La Motta per restarci alcuni mesi. Grazie alle frequentazioni di Barbi, conobbi Tiberio Mitri, a sua volta amico ed ex rivale di La Motta. Formammo un quartetto affiatato di amici con la passione per la buona tavola che tutte le sere se la spassava nel quartiere Trastevere. Jack cucinava e amava sfidare i cuochi romani. Una certa rivalità tra La Motta e Mitri era rimasta. A Tiberio non andava proprio giù la sconfitta del ’50 e Jack non mancava di ripetergli che mai e poi mai avrebbe ceduto il titolo mondiale a un italiano”-.

Pistidda l’attore, Pistidda il pugile, Pistidda lo scrittore.

Tre identità di una sola persona, per sottolineare una versatilità e una visione a 360 gradi di un’esistenza mai doma, persino inquieta e talvolta rocambolesca. Bruno Pistidda è un personaggio notissimo, non solo nell’alessandrino. Sardo di nascita, vive a Novi Ligure, ma è culturalmente apolide. “Cittadino del mondo” come ama definirsi, ha scritto 25 libri. La sua ultima fatica si intitola “Centocelle”, presentata in anteprima a Roma, proprio nella sede del circolo culturale di Centocelle, quartiere della Capitale a più alta densità di popolazione, sempre in fermento per quanto concerne la cultura popolare, lo sport e l’arte. Tutti i campi abbracciati da Bruno Pistidda.

“La vita mi ha regalato arte e cultura, ma anche tanto dolore – spiega Pistidda. – .L’idea di scrivere questa biografia è un omaggio alla mia cara moglie Carmela Uzzo, scomparsa nel ’95. Si intitola “Centocelle”, perché in questo quartiere poco prima delle Olimpiadi di Roma del ’60, cominciai a boxare. Mancai la chiamata all’ultimo momento, dopo aver battuto nei combattimenti preolimpici di Orvieto, Franceschi e Curcetti, che però furono entrambi convocati. Io non lo sono stato per un’inezia. Andai fuori peso e fui scartato”.

Quell’esclusione indusse Pistidda ad appendere i guantoni con molto rammarico, per tentare la strada di attore. “Lavorai 3 anni a Cinecittà – prosegue Pistidda – quasi sempre come comparsa, un po’ sulla scia di Tiberio Mitri che era un grande amico.  Conobbi campioni come Jack La Motta, Franco Cavicchi, Nino Bevenuti e Sandro Mazzinghi. Però capii che la boxe non era la mia strada e neppure recitare. Profusi tutti gli sforzi nella letteratura e nel giornalismo. Mi sono trasferito a Genova collaborando con tutte le principali testate: Il Secolo XIX, Il Lavoro e il Corriere mercantile. Oggi vivo e lavoro a Novi”.

Numerose le soddisfazioni: “Senatore dell’Accademia Il Machiavello” di Firenze, “Maestro europeo di cultura” dell’Accademia romana, Cavaliere della Repubblica e tanti altri titoli. Bruno Pistidda ha scelto quindi Roma per l’anteprima di “Centocelle”, ma numerose sono in programma le date dedicate alla sua avventurosa vita, sia in Piemonte, a Novi e Alessandria,  che in Liguria e in Sardegna, ovvero le “sue” regioni del cuore.