Ferma da quasi due anni, la centrale a biomasse di Predosa entro poche settimane avrà una nuova autorizzazione dalla Provincia per ripartire con la produzione di energia elettrica ricavata dalla combustione del legname, per ottenere gli incentivi statali per le energie rinnovabili. L’impianto, situato nella zona industriale, era stato avviato nel 2010 ma nell’agosto del 2016 era arrivato lo stop, anche per le traversie finanziarie della società titolare dell’autorizzazione, la Esseti energia. Il socio di maggioranza, come ha evidenziato il comitato Vivere a Predosa, contrario all’impianto, cioè la società Cavanna Legno, sarebbe fallita e le sue quote sono state di recente acquisite dalla Energetica Spa di Milano. Fra i motivi del prolungato stop, anche, sempre secondo il comitato, anche il mancato rispetto dell’autorizzazione del 2010. La Esseti si è rifatta avanti con la Provincia e l’altro giorno la conferenza dei servizi ha valutato la nuova richiesta di avvio dell’impianto da 16 mila tonnellate annue di biomassa, senza porre ostacoli ma imponendo ulteriori prescrizioni che hanno soddisfatto, almeno in parte, sia l’amministrazione comunale che il comitato Vivere a Predosa. L’azienda dovrà infatti attivare i due essicatoi per il legname per utilizzare il calore prodotto e utilizzare il medesimo per un capannone dell’impianto, prescrizioni già imposte in passato ma non rispettate.

Il sindaco di Predosa, Giancarlo Rapetti

“Comune, Provincia e Arpa – ricorda il sindaco, Giancarlo Rapetti – hanno soprattutto chiesto e ottenuto che i controlli sulle emissioni siano più frequenti ed estesi ad altre sostanze rispetto a prima”. Rapetti ha proposto alla Provincia di imporre limiti alle emissioni inferiori a quelli di legge: “Predosa è già interessata dall’inquinamento provocato dall’autostrada ma la Provincia ha detto no alla nostra proposta poiché contraria alla normativa”. Per il comitato Vivere a Predosa, la centrale in passato aveva funzionato “a suon di deroghe a quanto previsto dalla prima autorizzazione. Ora potrà ripartire rispettando una serie di regole apprezzabili, a cominciare dai controlli su diossine e metalli pesanti, difficili però da sostenere economicamente, come i due essicatoi per il legno, già previsti nel 2010 ma non realizzati”. Il comitato ricorda che la convenzione tra Esseti Energia e Comune prevede anche un raccordo ferroviario tra la linea Ovada-Alessandria e l’area industriale: la proprietà ha tempo fino all’aprile del 2020 per realizzarlo. L’autorizzazione della Provincia dovrebbe arrivare entro fine mese. Contro l’impianto nel 2010 si erano espressi 1300 cittadini, sottoscrivendo un appello proposto dal comitato.

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