Immagine di repertorio La ex cava di cascina Viscarda, a Sale
La ex cava di cascina Viscarda, a Sale, uno dei siti sequestrati nel 2015, oggi ripristinata

Nuova udienza del processo Triangolo oggi, martedì 17 dicembre, ad Alessandria. Sono imputati di reati ambientali riferiti al traffico e allo smaltimento illecito di rifiuti numerosi imprenditori, accusati di aver sotterrato nelle campagne tonnellate di materiale inquinante. Interessato in particolare il Tortonese e il Comune di Sale. L’ente, rappresentato in giudizio dall’avvocato Marco Mensi, non è più parte civile nei confronti di due dei principali imputati, Giorgio e Alberto Franzosi, titolari del gruppo Franzosi di Tortona e dell’autorizzazione alla coltivazione della cava di cascina Viscarda, nelle campagne tra Sale e Tortona. “Nei confronti dei Franzosi – spiega l’avvocato Mensi – è stata revocata la costituzione di parte civile. La ex cava Viscarda è stata infatti ripristinata dal punto di vista ambientale con la rimozione dei rifiuti sotterrati ed è stato trovato un accordo economico con i due imputati”. Stessa decisione nei confronti di Francesco Paolo Caovilla, di Sarezzano, dipendente della Franzosi Cave. La cava di ghiaia e sabbia era stata aperta nel 2007 e il gruppo Franzosi aveva presentato una fidejussione di oltre 2 milioni di euro a garanzia del ripristino ambientale.

Il tribunale di Alessandria

Nel 2009 il Comune aveva poi stabilito che il recupero dell’area doveva avvenire senza l’utilizzo di rifiuti e solo con terre e rocce naturali, regola che non è stata rispettata. Nel 2015, con il blitz delle forze dell’ordine nell’ambito dell’operazione Triangolo, il sito venne sequestrato poiché riempito con rifiuti arrivati dalla Liguria e dalla Lombardia, sequestro revocato quest’anno dopo la bonifica che ha permesso il ritorno all’uso agricolo. Il Comune resta invece parte civile nei confronti di altri importanti imputati del processo. Uno è Valerio Bonanno, già titolare della Sap di Spinetta Marengo, azienda coinvolta nel traffico di rifiuti verso cascina Viscarda e poi chiusa dopo il ritiro dell’autorizzazione da parte della Provincia per i legami emersi con persone e aziende legate alla ‘ndrangheta. Gli altri due sono Sandro e Andrea Gandini, padre e figlio di Voghera, titolari della Autotrasporti Gandini e della Eurosabbie, accusati di aver trasportato i veleni nelle ex cave, tra cui la Viscarda. “In questi casi – spiega ancora l’avvocato Mensi – la costituzione in giudizio del Comune resta poiché l’azienda di Bonanno sta per fallire mentre Sandro Gandini risulta ancora latitante all’estero. Impossibile per entrambi trovare un accordo economico, almeno per ora”.

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