dal sito https://www.recyclind.it/

Traffico, rumore e odori. Sono queste le principali evidenziate dai Comuni di Ovada, Lerma e Tagliolo Monferrato sul progetto di recupero (o trattamento, secondo Legambiente) rifiuti presentato dalla Refuel per il sito della ex Sapsa Bedding di Silvano d’Orba. L’impianto arriverà a trattare in località Caraffa 140 mila tonnellate annue di rifiuti ricavati dallo scarto della raccolta differenziata di carta, cartone e plastica per trasformarli in combustibile solido secondario (Css), utilizzato all’estero come combustibile per cementifici. Nelle osservazioni che le tre amministrazioni comunali confinanti con Silvano hanno depositato in Provincia, dove è in corso l’iter per l’autorizzazione, si rileva che, in base al dati indicati nel progetto dell’azienda del gruppo Benfante, l’attivazione dell’impianto porterà a una circolazione di autoarticolati tra 50 e 110 al giorno verso Ovada e Novi Ligure, dove si trovano i caselli autostradali. Sulla strada provinciale 172 della Caraffa il traffico, secondo le osservazioni dei tre Comuni, da 500 transiti nei giorni feriali a 550-610, con un incremento tra il 10 e il 20% al giorno. C’è poi il capitolo delle emissioni, altrettanto preoccupante per chi si oppone all’avvio della Refuel.

Lerma, uno dei paesi confinanti che temono conseguenze negative dalla Refuel

Le amministrazioni comunali rilevano come sia previsto l’arrivo di categorie di materiali provenienti da impianti di stabilizzazione del rifiuto, “che non è mai completa e priva di odori. Il progetto della Refuel non prevede neppure che il trattamento meccanico del materiale comporti emissioni di odori ben oltre le soglie di disagio e con presenza di microinquinanti percepibili, come ammoniaca, solfuri e altri”. L’apparato di deodorizzazione indicato nel progetto, sostengono i Comuni, è del tutto inadeguato. Rispetto alle emissioni in atmosfera, viene evidenziata una presenza di acido solfidrico, gas incolore, infiammabile e che il caratteristico odore di uova marce. Secondo i dati indicati nelle osservazioni firmate dai tre sindaci, questo acido, in base alle misure condotte dall’Università di Genova sull’impianto di Genova dell’azienda, è presente in quantità mille volte superiore alla soglia di percezione, così come l’ammoniaca, per la quale si parla di “quantità non trascurabile”. Negativa anche la valutazione rispetto ai rumori: “Nel progetto non viene chiaramente affrontato il contenimento degli apparati esterni e le previsioni sull’impatto acustico riguardano solo le ore del giorno ma non della notte”.