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La talpa del cantiere basso Pieve a Novi Ligure

C’è voluto un ordine del giorno dei 5 Stelle per far discutere al Consiglio comunale di Novi Ligure la costituzione in giudizio del Comune nei futuri processi che quasi certamente si apriranno per quanto emerso finora e per quanto emergerà dalle indagini sul Terzo valico. Da mesi il capogruppo dell’M5s, Fabrizio Gallo, stava pungolando la maggioranza targata Pd su tale richiesta, ricevendo però finora risposte evasive. Il centrosinistra è infatti da sempre un forte sostenitore della realizzazione del Terzo valico e, di fronte alla proposta del gruppo di minoranza più combattivo, ha nicchiato facendo emergere le sue difficoltà. Il partito, a livello nazionale, nonostante gli scandali e gli arresti in serie, la mancanza di dati sull’utilità dell’opera e i gravi rischi ambientali, a cominciare dall’amianto senza dimenticare il pericolo per le sorgenti di acquedotti e torrenti, continua a spingere per proseguire i lavori, e lo stesso, naturalmente, fa il governo, sostenuto dal Pd.

Fabrizio Gallo, capogruppo 5 stelle
Fabrizio Gallo, capogruppo 5 stelle

“Nella riunione della commissione capigruppo – spiega Fabrizio Gallo (M5s) – dell’altro giorno la maggioranza si era mostrata ancora una volta titubante sulla mia richiesta di inserire l’argomento nel prossimo Consiglio comunale. Solo quando ho annunciato e protocollato l’ordine del giorno sulla mia proposta mi è arrivato l’ok alla discussione”. Il documento dei 5 Stelle sarà discusso, solo come ultimo punto, nella seduta consiliare di lunedì 10 aprile, alle 18,30. Dovrà quindi essere messo ai voti e il centrosinistra sarà costretto a scoprire le sue carte sul delicato argomento. La costituzione di parte civile significa infatti per il Comune chiedere i danni al Cociv e ai suoi dirigenti in caso di rinvio a giudizio.

L’ordine del giorno proposto dai 5 stelle ricorda che “diverse inchieste nel corso degli ultimi anni hanno evidenziato probabili situazioni di illegalità nell’ambito della realizzazione dell’infrastruttura denominata “Terzo Valico dei Giovi”, la cui progettazione e realizzazione è stata affidata al Consorzio Cociv. Le inchieste hanno fatto emergere corruzione, turbativa d’asta per le gare di appalto, direzione dei lavori, assegnazione dei subappalti con possibile rischio di infiltrazioni mafiose, violazione delle norme di sicurezza, inadeguatezza dei materiali impiegati, gestione delle terre da scavo. Tra le numerose persone colpite da provvedimenti cautelari appaiono tra gli altri i precedenti vertici del consorzio Cociv e per alcune inchieste é già stata notificata agli indagati la chiusura delle indagini, atto che precede il rinvio a giudizio”. Il documento ricorda inoltre il pericolo rappresentato dall’amianto, potenzialmente conferito anche nel basso Pieve a Novi Ligure e impegna la giunta comunale “alla costituzione di parte civile in ogni processo derivante a situazioni di malaffare e illegalità riferite direttamente o indirettamente alla realizzazione del Terzo valico emerse nelle inchieste, comprese quelle future”.