Ovada, da sinistra Mohamed Bouazzaouni e Augusto Configliacco

OVADA. Cous cous e Tajine per sostenere la ristrutturazione della Soms di Ovada. L’antica Società in collaborazione con il Centro culturale islamico ovadese organizza “P pranzo della solidarietà, una mangiata per rifare il tetto”, che si svolgerà il 18 marzo alle 12,30 nel salone della Soms. Cucineranno il menù etnico le donne della comunità islamica per ricambiare l’ospitalità. “Potevamo dare soldi, ma così è più bello perché siamo uniti – dice Mohamed El Bouazzaouni responsabile del Centro culturale islamico – siamo grati alla Soms che vent’anni fa ci aprì le porte del salone quando non avevamo un posto dove allargare i tappeti per pregare e da allora ci ospita durante il Ramadan”.

Alla grande festa che segna la fine del digiuno gli amici della Soms sono sempre invitati, di recente quando c’era da tinteggiare la sala il gruppo di preghiera ha dato il bianco e il Comune ha offerto il materiale.

Ora nel momento decisivo della raccolta fondi, attivata nel 2017 dalla Società per rimettere a nuovo lo storico edificio, la comunità islamica vuole fare la differenza in cucina. “L’iniziativa è utile a pagare a marzo l’ultima rata dei lavori – dice il presidente della Soms Augusto Configliacco – ma soprattutto dimostra il rapporto di amicizia vera, che va oltre la religione e ravviva i nostri principi fondatori. Lo statuto della Soms si basa sulla solidarietà senza distinzioni”. Il presidente intende valorizzare anche la copertura interna, che ha la forma di chiglia rovesciata di una nave e ed è stata realizzata in legno nel 1890 dall’architetto Campostrini. Farà decorare la torta del 18 marzo con l’insegna del tetto e le mani che si stringono, cioè il simbolo rinato della Soms. Iscrizioni aperte fino al 15 marzo in via Piave nel bar della Soms.

I lavori di restauro sono iniziati un anno fa con il contributo della fondazione Cra di 10 mila euro e il sostegno del Comune che ha rinunciato alla Tosap sui ponteggi con un risparmio di 3.500 euro. Il costo totale è di 56 mila euro più Iva. Si sono autotassati soci e sostenitori in varie forme: una decina di cene ed eventi per raccogliere fondi, gli anziani soci di diritto hanno voluto riprendere a pagare la quota annua. Hanno dato un contributo il sindacato dei pensionati Spi Cgil, alcune ditte fra cui un’agenzia di assicurazioni di Ovada e una ditta di caffè di Basaluzzo, hanno partecipato anche le associazioni che gravitano intorno alla Soms come la Soms box, la scuola di ballo, il corso di pittura e le associazioni amiche. Fra cui il Circolo Arci il Borgo, che per agevolare le raccolte fondi a pranzo, ha donato alla Soms parte degli agnolotti, che i volontari preparano abitualmente e vendono ai soci per pagare l’affitto della sede Arci. “Grazie al sostegno di tutti abbiamo pagato le rate di 4 mila euro al mese e onoreremo tutti gli impegni fino all’ultima rata di marzo”, conclude Configliacco.

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