Risolto dopo cinque mesi, almeno per le forze dell’ordine, il mistero della morte di Igina Fabbri, l’anziana morta a febbraio dopo essere rimasta per ore legata nella sua ex casa di Pessino (Arquata Scrivia). I carabinieri hanno infatti arrestato quello che viene considerato l’assassino, cioè il figlio, Mauro Traverso, 46 anni. Le manette sono scattate ad Asti, dove l’uomo viveva con la convivente dopo aver vissuto ad Arquata Scrivia per anni. I militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice di Alessandria Sequestro di persona e omicidio, entrambi aggravati dall’aver commesso il fatto nei confronti di un ascendente, i reati contestati, il secondo dei quali prevede la possibilità della condanna alla pena dell’ergastolo. È stato lui, secondo le risultanze delle indagini condotte dagli inquirenti che, coordinati dal procuratore Alessio Rinaldi, hanno raccolto una rilevante mole di indizi plurimi, precisi e concordanti, a portare la madre nell’abitazione di Borgata Pessino sin dal 4 febbraio 2018, e non dal giorno 5 come da lui sempre sostenuto, e a rinchiudervela dopo averla ammanettata ai polsi con delle fascette da elettricista, abbandonandola per due giorni in quella casa priva di energia elettrica e di riscaldamento, causandone così la morte per ipotermia.

Igina Fabbri

Da subito erano emerse le enormi incongruenze del racconto dell’uomo: come era stato possibile che Igina Fabbri fosse rimasta nella casa al numero civico 4 della borgata di Pessino per un giorno, in un’abitazione senza luce né gas, quindi al freddo, trascorrendo lì la notte, tanto morire per ipotermia? Chi le aveva legato i polsi? Il figlio non si era accorto della sua assenza dalla loro casa di via Avio, ad Arquata? Traverso, secondo i carabinieri, avrebbe infatti mentito ripetutamente: sul momento in cui avrebbe accompagnato la madre a Pessino, sui suoi spostamenti del giorno 5 febbraio; sulla ricostruzione di quanto accaduto il giorno 6 febbraio prima del ritrovamento della madre; in merito al luogo di ritrovamento delle chiavi della casa di Borgata Pessino. Così come ha mentito al conoscente – lo stesso al quale una decina di giorni prima aveva chiesto di procurargli delle fascette da elettricista, successivamente riconosciute come dello stesso tipo e modello di quelle rinvenute ai polsi di Igina Fabbri – in ordine ai motivi per i quali il 6 febbraio gli aveva chiesto in prestito il furgone con il quale si era poi recato sul posto ove aveva rinvenuto la donna ormai agonizzante. Determinanti per la ricostruzione del quadro accusatorio, i riscontri testimoniali e tecnici (analisi dei traffici telefonici e dei filmati tratti dai sistemi di videosorveglianza) acquisiti in questi mesi dagli inquirenti. Traverso al momento è nel carcere di Asti. La madre è sepolta nel cimitero di Arquata. I parenti di Traverso avevano dichiarato che l’uomo non poteva essere colpevole di quanto avvenuto. Ora dovranno ricredersi.

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