Sequestrato un deposito di rifiuti pericolosi. Denunciate due persone dalla Polizia di Stato

0
137

La Polizia stradale di Ovada, durante controlli eseguiti nelle scorse settimane nell’ambito della tutela ambientale e al contrasto del traffico illecito di rifiuti ha scoperto che alcuni autocarri trasportavano irregolarmente “pneumatici fuori uso”.  In seguito gli investigatori hanno individuato un luogo dove questo materiale veniva depositato abusivamente.

Nello specifico il personale preposto all’attività di indagine, partendo proprio dalle contestazioni amministrative per oltre 6.300 euro, relative alla mancata tracciabilità del carico trasportato, elevate a diversi autotrasportatori fermati e controllati sulla tratta alessandrina dell’autostrada A/26, si è insospettito ed è riuscito, collaborando con i colleghi della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale di Genova, a delineare tutti i contorni di un vero e proprio traffico di rifiuti individuando i punti di partenza e di destinazione della merce e a raccogliere precisi elementi indiziari a carico dei responsabili.

Hanno così identificato un genovese che esercitava l’attività di autoriparazione e sostituzione pneumatici in un comune della provincia del capoluogo ligure, luogo da cui risultavano essere partiti i carichi e nel quale esercitava l’attività abusiva di gommista, e hanno individuato un capannone con adiacente terreno, in un comune dell’alessandrino, dove è stato trovato un deposito di pneumatici fuori uso, un’autovettura parzialmente bruciata, un motociclo fuori uso e varia attrezzatura d’ufficio anch’essa fuori uso.

A vario titolo sono emerse precise e circostanziate responsabilità in violazione delle norme in materia di tutela ambientale (decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152), in capo al soggetto genovese e al proprietario dell’immobile del comune alessandrino, per aver realizzato e gestito un deposito abusivo ed incontrollato di rifiuti pericolosi e non.

Tutto è stato sottoposto a sequestro e messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria Alessandrina che sta valutando i fatti anche rispetto ad altre posizioni emerse nel corso delle indagini.