Terzo valico: a Castagnola scavo rallentato dall’amianto

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L’attività di scavo a Castagnola è ripresa il 15 gennaio ma le operazioni vanno a rilento a causa dell’amianto.
A indicare la data in questione è l’Arpa: i lavori nella galleria del Terzo valico del Comune di Fraconalto, fermi da prima di Natale a causa della scoperta di quantità di amianto oltre i limiti di legge nell’aria, sono ripartiti dopo che le ulteriori analisi hanno visto evidentemente scendere il livello di pericolo.
La popolazione, non informata, nei giorni scorsi si era preoccupata notando una notevole dispersione di polveri dal cantiere e il movimento dei camion, altrettanto “polverosi”, lungo la strada provinciale verso Borgofornari, come dimostrano i post pubblicati su Facebook dai residenti di Cabannina. Tutto sarebbe però in regola, poiché le centraline, secondo l’Osservatorio ambientale, rilevano meno di una fibra di amianto per litro nell’aria, quindi sotto i limiti di legge.
“In galleria – spiega Rocco Politi, sindacalista della Fillea Cgil – si scava nuovamente con tutti gli accorgimenti necessari, come a Cravasco. Quindi si lavora sul fronte con continui stop per eseguire i controlli sulla composizione della rocce, nelle quali finora non è stata trovata una quantità di amianto tale da fermare nuovamente l’attività”.
Il Cociv è autorizzato a portare parte dello smarino scavato a Castagnola nella ex cava Cementir di Voltaggio.
I medici consultati in questi anni da comitati e associazioni hanno tutti sottolineato come anche una sola fibra di amianto dispersa nell’aria possa provocare gravi malattie ai polmoni, per questo hanno chiesto, inutilmente, di non procedere oltre con i lavori.