Vino e poesia” torna domani, venerdì 23 agosto, nella Saoms di Belforte Monferrato, con la XXI edizione organizzata come sempre dalla Pro Loco. Un appuntamento ormai tradizionale con storie di vigna e di vino, poesie in lingua italiana e in dialetto e musica popolare. Quest’anno il tema centrale della serata sarà il rapporto storico tra vino e letteratura, partendo da Giacomo Leopardi che, nello Zibaldone, esprime ripetutamente il suo apprezzamento per il vino in quanto eserciterebbe un’influenza positiva sulla personalità e sulla capacità di ragionamento dell’uomo. Verranno letti brani di altri autori italiani e stranieri che in diversa maniera ne hanno celebrato la magia e altrettanto faranno i poeti dialettali del territorio che hanno tra i loro temi più cari le nostre radici rurali. Altro tema sarà il Dolcetto, il nostro vino storico, di cui ricorre nel 2019 l’anno celebrativo. Enologi e produttori ne racconteranno pregi e difetti, cercando di individuarne le ragioni della crisi in cui versa ormai da parecchi anni. Verrà ricordata la figura di Pino Ratto, profeta del Dolcetto d’Ovada negli anni Settanta, quando Mario Soldati gli fece visita tracciandone un ritratto memorabile.

Gianni Repetto
Gianni Repetto

E rievocherà vigne e vino anche il gruppo musicale “Cantò antra curte”, formato da capriatesi Doc, che ormai da qualche anno narrano nel loro dialetto, sulle piazze dei nostri borghi, la atmosfere della ruralità e della vita paesana. La serata si svolgerà in due tempi: alle 18, nel Palazzo Comunale di Belforte Monferrato, ci sarà una tavola rotonda, presieduta dal neo presidente della Pro Loco, Giacomo Briata, e coordinata da Gianni Repetto, che spazierà dal rapporto tra vino e letteratura alla possibilità che il vino ritorni ad essere il fiore all’occhiello dell’economia e della cultura del nostro territorio e a cui interverranno poeti, critici letterari, enologi ed esperti di vini, produttori ed amministratori locali; alle 19,30 cena condivisa presso la Saoms (prenotazioni entro il 22 agosto al numero 340-1456064, telefonare dopo le 13,30); infine, a partire dalle 21, via libera alla no stop di poesie, canzoni, opinioni, discussioni e degustazioni alla riscoperta del piacere di stare insieme ragionando sulla nostra cultura rurale e su quel “nettare degli dei”, “color rubino e di gusto amabile” (definizione della famosa inchiesta agraria Jacini del 1884) che è stato, e vorremmo lo fosse ancora, il Dolcetto delle nostre colline