C’è un’amicizia di lunga data alla base del libro “Un calcio al passato”: è quella tra Miro Zunino e Gianni Repetto, nata con il pallone in quanto Miro era il “brasiliano” quando d’estate andava a Lerma in vacanza. Giocava nel Genoa, per davvero, non come tanti che lo dicevano per fare i gradassi e poi crollavano alla prima esperienza sul campo. Lui la stregava la palla e faceva quelle cose che qualche volta si vedevano fare ai campioni nelle, allora poche, partite che trasmetteva la televisione. In quegli anni il calcio era un mito, non un prodotto di consumo, e nei paesi si giocava magari per strada o nelle piazzette immaginando di giocare le partite che si sentivano raccontare alla radio dalla trasmissione “Tutto il calcio minuto per minuto”. E Miro era per i ragazzi di Lerma il grande calcio che si materializzava in piazzetta.

Ha poi fatto carriera Miro Zunino, forse non quella che si aspettava (calcare i campi della serie A), ma comunque una bella carriera ricca di soddisfazioni, sempre a un passo da coronare il suo sogno che non si è mai concretizzato per congetture che con il calcio non dovrebbero avere a che fare, ma che spesso contano più del talento e delle capacità. Se non altro, nel suo percorso “ostinato e contrario”, è rimasto sempre fedele a se stesso, alla sua storia sociale e familiare, alle sue idee sul mondo e sul senso della vita. Il libro narra tutto questo, con uno stile asciutto, ma coinvolgente, raccontando le cose “fuori dai denti”, ma senza recriminazioni, se mai con una forte malinconia e, soprattutto, un amore sconfinato per il pallone e per un gioco che è stato, prima del delirio televisivo e consumistico, il gioco più bello del mondo. Il libro sarà presentato venerdì 16 agosto, alle 21, nella società Filarmonica di Lerma dai due autori

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