Più chiarezza sull’ammanco di cassa

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La giunta comunale ovadese affiderà l’incarico ad un legale per acquisire tutti gli atti dell’inchiesta, che all’inizio di aprile ha portato la magistratura a formulare l’atto di accusa di peculato nei confronti di una dipendente comunale, per un ammanco di cassa. La decisione è stata votata all’unanimità dal Consiglio Comunale, che giovedì sera doveva discutere la mozione presentata dai consiglieri di opposizione per istituire una commissione comunale speciale d’indagine sull’attività dell’amministrazione in relazione all’ammanco, rilevato all’Ufficio tecnico. Il consiglio ha sospeso la discussione qualche minuto e i capigruppo si sono confrontati sulla linea d’azione.

“La Commissione non può essere attivata prima dell’udienza preliminare, nel frattempo il Comune acquisirà gli atti e intende costituirsi parte offesa”, ha detto rientrando nella sala il sindaco Paolo Lantero, che fin dal primo momento ha manifestato fiducia e collaborazione nei confronti della magistratura. “Dopo il silenzio, c’è apertura: è un passo avanti, inoltre l’istituzione della commissione non è respinta ma rinviata, quindi il parere è positivo”, ha detto il consigliere capogruppo di opposizione Giorgio Bricola. “Questa vicenda ha insinuato da parte della cittadinanza un senso di sfiducia nell’istituzione locale. La commissione contribuirà a garantire una maggiore trasparenza”, hanno ribadito nella mozione originale gli oppositori, oltre a Bricola, Assunta Boccaccio, Mauro Rasore, Annamaria Gaggero, Emilio Braini.

Il gruppo di lavoro è previsto dallo statuto e dovrà essere formato da consiglieri di maggioranza e minoranza. “Oltre a chiarire la vicenda, entro 6 mesi dall’insediamento la commissione dovrà presentare proposte di attuazione di un nuovo sistema di norme e procedure, utili a prevenire il ripetersi di eventi simili”. Tra il 2009 e il 2015 l’ammanco ammonterebbe a circa 130 mila euro, di cui l’accusata, colpita da gravi eventi personali, sarebbe responsabile solo in parte.