Class action contro la Rai in Val Curone

I sindaci: "Il segnale è tornato ma non c'è da fidarsi"

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I sindaci della Val Curone vogliono fare una petizione-diffida sottoscritta dai cittadini da inviare ai dirigenti di viale Mazzini per chiedere che vengano risolte definitivamente le cause dei disservizi e il malfunzionamento del digitale terrestre. I canali Rai sono tornati visibili a tratti sabato, appena prima della premiazione del Festival di Sanremo, come già successo nel 2016 e a fine dicembre. Nessuno però ha mai spiegato da cosa dipendano i problemi di ricezione del segnale che, visti i precedenti, potrebbero ripetersi. «Considerata la totale assenza di risposta alle mie mail e al disservizio che ciclicamente subiscono i cittadini di tutta la Val Curone, pur pagando il canone in bolletta – dice il sindaco di Brignano Frascata, Roberto Mandirola -, una presa di posizione forte potrebbe essere l’unico modo di ricevere un riscontro, facendo una diffida e chiedendo un risarcimento per gli utenti. Così ho scritto di nuovo alla Rai annunciando questa nostra intenzione. La ricezione a singhiozzo con oscuramento totale o parziale dello schermo durante le trasmissioni di Rai 1, Rai 2 e Rai 3 su gran parte della zona è scandaloso!». Tanti residenti hanno cercato invano di reimpostare manualmente i canali pagando costosi interventi di manutenzione sulle antenne o l’installazione di parabole e decoder. «Oltre alla richiesta di garantire la diffusione di tutte le trasmissioni di pubblico servizio con copertura integrale della valle – aggiunge Mandirola -, mi sarei aspettato di conoscere le cause dei disservizi o del malfunzionamento del digitale terrestre. Inoltre, visto che questi problemi si ripetono ormai da oltre un anno, la Rai dovrebbe compensare in parte il canone di abbonamento relativo all’anno 2017 già versato e spiegare agli utenti i motivi e le possibili soluzioni che intende adottare». Sul problema del segnale Rai nelle zone montane martedì si è mosso anche il Consiglio regionale.