Tredici coltivatori dell’antico grano per il pane tipico di Tortona

E’ il frumento tenero San Pastore, costituito nel 1929, fortemente legato alle tradizioni della terra tortonese

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Pane agricoltori

Un’antica coltura della campagna tortonese sta tornando, il grano San Pastore: ne sono i custodi tredici agricoltori che lavorano insieme per creare una nuova filiera di produzione cerealicola e produrre il pane tipico di Tortona che da luglio tutti potranno gustare.

Il progetto si chiama “Pa.N.E. – Panem Nostrum Everyday Nutrire Terdona” e vede coinvolti sul territorio di Tortona Impresa Verde Alessandria, Azienda agricola “elilu – Scuola di multifunzionalità agricola familiare”, Università del Piemonte Orientale, Comune di Tortona e Fondazione Morando Bolognini.
L’obiettivo è produrre un pane realizzato da grano San Pastore, coltivato in una fase iniziale dai 13 “custodi” e, quando sarà disponibile la semenza in quantità sufficiente, anche da aziende medio grandi. Il San Pastore sarà conservato con tecnologie moderne, molito a pietra e panificato dai panificatori del territorio che saranno presentati dopo Pasqua.

Gli agricoltori sono: Bartolomeo Bo di Solero, Mirko Bovone di Pozzolo Formigaro, Paolo Bovone di Mandrogne, Sandro Canevaro di Avolasca, Cascina Motta di Massimo Prandi di Sale, Roberto Cipri di Alluvioni Cambiò, Nicola Davico di Montemarzino, DG di Giorgio Daffunchio di Viguzzolo, “elilu” di Elisa Gastaldi di Castelnuovo Scrivia, Alberto Garbelli di Sale, Poggio di Marina Tognon, Cristina e Chiara Poggio di Carbonara Scrivia, Oreste Remotti di Rivalta Scrivia (Tortona), Mario Sciutto di Viguzzolo.

Il san Pastore è un grano legato alle tradizioni della terra tortonese, costituito nel 1929 e che per circa 35 anni è stata la cultivar più diffusa in Italia. È mantenuta in purezza, secondo il metodo genealogico per fila spiga, dalla Fondazione Morando Bolognini, che ne produce il seme ufficialmente certificato. La Fondazione si occupa della fornitura del seme e del supporto per gli aspetti agronomici.

«Oggi il San Pastore è tornato grazie a questo progetto e alle aziende agricole che lo stanno coltivando – dice Elisa Gastaldi dell’azienda “elilu” di Castelnuovo Scrivia -. Negli anni ‘50 erano seminati con San Pastore circa 1,5 milioni di ettari, oggi tutta la cerealicoltura è di 750 mila ettari e al momento siamo a 10 ettari seminati, che ad oggi è la semina più grande d’Italia. L’obiettivo è di aumentare di anno in anno la produzione. Siamo certi che il gruppo operativo possa raggiungere importanti risultati, costruendo un modello innovativo di rapporti tra la città e la campagna circostante».

L’11 aprile è in programma un corso per la coltivazione di grani antichi, organizzato da Inipa Alessandria (Istituto per la formazione professionale agricola) alla Scuola di Multifunzionalità Agricola di Castelnuovo Scrivia. Il docente sarà Pietro Castellani, agronomo e coltivatore di grandi antichi di Volterra.